venerdì 27 gennaio 2012

Sui sentieri del Casentino sostenibile

























Non occorre essere grandi amanti della montagna e delle lunghe passeggiate nei boschi per subire il fascino del Casentino perché questo Parco Nazionale è decisamente qualcosa di più di un luogo di relax.
Ciò che rende il Casentino una meta spirituale va oltre al turismo religioso legato all'Eremo dei Camaldoli e al Santuario della Verna, è piuttosto l'atmosfera sospesa che regna nei boschi e la sensazione di pace che pervade gli animi durante le passeggiate.


I campeggi e le pensioni sono ancora a misura d'uomo, lontanissimi dalla standardizzazione del turismo di massa e gestiti con una genuinità che è sempre più difficile da trovare perché non è ricercata.


Uno dei centri nevralgici del parco è sicuramente Badia Prataglia, è decisamente il luogo ideale da cui far partire escursioni e passeggiate, soprattutto per chi è stufo degli stereotipi costruiti.


Esistono percorsi per tutti i gusti, non occorre avere una gran preparazione ed è possibile scegliere sentieri più soft senza comunque rinunciare a godere delle bellezze paesaggistiche che il Casentino offre.
Uno dei percorsi più affascinanti è quello che porta sulla cima del Monte Penna, per i più pigri è possibile intercettare il sentiero da un punto vicinissimo alla meta finale e raggiungerla rapidamente.


L'importante è avere la mappa di tutti i sentieri, per poter scegliere il più adatto, perdersi è praticamente impossibile perché i tracciati sono segnalati continuamente sui tronchi degli alberi, ma è comunque bene avere con sé la cartina per rendersi meglio conto delle distanze.


Per il resto bastano scarpe comode e uno zaino con acqua e panini per godersi la passeggiata, ricordandosi che essendo un parco nazionale sono molte le regole da rispettare e che quindi è opportuno tenerlo a mente se non si vogliono pagare multe salate. Del resto è sufficiente rispettare il bosco per non avere problemi, ma occhio anche a dove si parcheggiate!

mercoledì 25 gennaio 2012

Venezia low cost, istruzioni per l'uso







Visitare Venezia senza dover accendere un mutuo è un'impresa piuttosto ardua, ma basta un po' di buon senso per evitare conti salatissimi e trappole per turisti.


Per prima cosa l'importante è arrivare in treno direttamente a Venezia, lasciando l'auto a Mestre nei relativamente economici parcheggi davanti alla stazione.


Per quanto riguarda il pernottamento ho constatato che novembre, ma forse ci sono anche periodi migliori, è la stagione più bassa e B&B e pensioncine propongono prezzi abbordabili, spesso con colazione inclusa. Il problema è che in questo periodo è freddissimo, del resto la città è quasi deserta e la si gode molto di più Inoltre se c'è la nebbia l'atmosfera è del resto impagabile. Altro punto negativo, la Biennale chiude i battenti proprio a novembre e verso la fine perde qualche colpo, ma vale comunque la pena di essere vista.



Il centro di Venezia è percorribile a piedi senza problemi, quindi è meglio evitare i costosissimi vaporetti e rassegnarsi a camminare tra calli, campi e canali, che per altro a parte la fatica non è certo un sacrificio! Capita di perdersi ogni dieci minuti, è impossibile non perdere l'orientamento, ma anche se lo smarrimento fa parte del fascino della città, con una buona piantina o con un navigatore (per i più tecnologici) ci si muove abbastanza facilmente.


Per quanto riguarda il classico giro in gondola occorre valutare bene se ne valga la pena o meno, dipende dall'idea che si ha di questa città e di quanto ci si voglia avvicinare allo stereotipo. Quindi se siete disposti a spendere 100 euro, o anche di più, per un giro di 50 minuti potrete vivere nella cartolina ideale.



Mangiare è un po' più semplice se vi accontentate di un pasto volante, ricordandovi però che in Piazza San Marco è vietato mangiare panini, i tipici tramezzini farcitissimi infatti sono abbastanza economici, l'importante è capire bene dove sia il caso di mettersi a sedere perché le differenze sono enormi sia per la qualità che per il prezzo, che comunque è sempre scritto fuori quindi non resta che controllare e pretendere di pagare la cifra segnalata.



Bere un caffè seduti in Piazza San Marco costa davvero tantissimo, non è una leggenda metropolitana, c'è anche un piccolo aumento se mentre lo bevete sta suonando l'orchestra, ma forse questo è un vizio che una volta nella vita ci si può anche togliere...

Il calcio, la musica e le ciminiere di Manchester









































Manchester è una città relativamente piccola (meno di 500.000) e non ha attrazioni artistiche, architettoniche, naturali particolari. Eppure è famosa in tutto il mondo e ogni anno molti turisti vanno a visitare questa città del nord dell'Inghilterra per due motivi: il calcio e la musica. In pochi infatti non conoscono le due squadre cittadine, Manchester United e Manchester City, che contano tifosi in tutto il mondo, ma oltre a quello sportivo esiste un altro tipo di pellegrinaggio che può spingervi a Manchester ed è l'incredibile numero di band e cantanti che provengono da qui. Tra i più famosi gli Smiths e gli Oasis, vere e proprie icone della città, ma l'elenco è lunghissimo e spulciandolo si scoprono nomi fondamentali nella storia della musica inglese.

Del resto gli abitanti di Manchester hanno una passione smodata per calcio e musica, è impossibile visitare e capire questa città senza tener conto di questi due capisaldi, ma c'è un altro fattore che si deve tenere a mente per poterne apprezzare l'architettura. La rivoluzione industriale è nata proprio qui, quindi le vecchie ciminiere e le ex fabbriche in mattoncini rossi, per altro rivalutate magistralmente in centro, devono essere visti come veri e propri monumenti e in ogni caso come elementi storici che caratterizzano la città.



Dal centro, a piedi, si raggiunge praticamente tutto, in ogni caso i trasporti sono davvero efficienti, anche se un po' cari come da tradizione in Inghilterra..., bus e tram vanno e vengono continuamente e in pochi minuti è possibile raggiungere la tipica periferia e la più tradizionale campagna.




Anche se lontana anni luce dagli standard turisti di Londra, anche qui non mancano luoghi d'interesse culturale di un certo spessore e a ingresso gratuito, i principali sono la Galleria D'arte, il Manchester Museum (una splendida collezione di scienze naturali) e la Libreria.


Uno dei quartieri più interessanti è sicuramente il Northern dove da tempo sono banditi brand e catene per lasciare spazio a negozi vintage, mercatini di dischi ed etichette indipendenti. Per lo shopping tradizionale invece l'ideale è Market Street dove si concentrano negozi di abbigliamento e grandi catene.



La movida inizia molto presto, si comincia dei pub e si continua fino a tardi nei club e nei locali di Oxford Road, ma è in Canal Street, il quartiere gay, il vero epicentro del divertimento.

Sull'isola di Myajima per scoprire il lato zen del Giappone

Per chi cerca il Giappone più spirituale e silenzioso di luoghi ne esistono tanti e sono tutti piuttosto adatti a scappare dal brulichio delle città. Proprio di fronte a Hiroshima, che già da sola vale una visita perché ricca di spunti di riflessione, c'è l'isola perfetta per chi vuol capire meglio il lato zen dei giapponesi.

Con pochi minuti di traghetto, gratis per chi ha il pratico JR pass, si arriva a Miyajima, sbarcando accanto a uno dei monumenti più fotografati del Giappone. Si tratta del tipico portale arancione che in tutto il Paese simboleggia l'ingresso nei templi, ma questo in particolare è collocato sull'acqua e durante il tramonto il gioco di luci e riflessi è davvero speciali.

Dopo aver preso una funivia lunghissima siamo arrivati proprio nel cucuzzolo dell'isola, ma da questo punto in poi si procede a piedi lungo un sentiero che passa tra i boschi. Prima di cominciare si può socializzare un po' con le numerose scimmiette che abitano l'isola, ma attenzione perchè nonostante l'aspetto simpatico ci sono numerosi cartelli che intimano di non avvicinarsi e di non dar loro da mangiare. A quanto pare infatti questi buffi esseri sono piuttosto suscettibili e hanno dentini appuntiti, quindi meglio salutarle velocemente, scattare qualche foto e lasciarle perdere perchè se non vengono disturbate sono mansuete come gattini.

A metà cammino si può riprendere fiato presso un tempio, su una terrazza con tanto di vista mozzafiato ed è davvero rigenerante sedersi qualche minuto nel silenzio più assoluto, se si è fortunati.
Prima di arrivare in cima abbiamo incontrato anche uno spettralissimo ristorante abbandonato, o semplicemente chiuso, una struttura decisamente orrenda, ma è possibile salire sul tetto e godere di una vista incredibile.

Tornando giù al paese è d'obbligo assaggiare dei dolcetti tipici a forma di foglia stellata, sono ripieni di crema o di fagioli rossi e sono davvero gustosi. Meglio tornare a dormire a Hiroshima, piuttosto economica per gli alloggi, perchè sull'isola ci sono pochi riokan, la pensioncina tipica giapponese, e sono abbastanza cari.

domenica 22 gennaio 2012

Nukus, altro che via della seta!

















Un viaggio attraverso l'antica Via della Seta è un'esperienza emozionante e unica nella vita e deviare il percorso, anche se di poco, può rivelare sorprese capaci di affascinare i viaggiatori più curiosi. L'Uzbekistan è una terra bellissima, famosa soprattutto per la città di Samarcanda, che negli ultimi anni ha investito molto nel turismo, anche se ancora rimane un paese poco conosciuto e pochi sono in grado di individuarlo su una cartina geografica.
Oltre alle splendide città storiche, le più importanti dopo Samarcanda sono le splendide Bukara e Kiva, e alla capitale Tashkent che è comunque una tappa obbligata, i turisti non si spingono quasi mai.


Nukus a primo impatto è una distesa di enormi condomini sovietici in mezzo al deserto, ma chi se la sentisse di affrontare il lungo viaggio in auto o in bus da Kiva troverà in questa città una delle più importanti testimonianze dell'arte russa d'avanguardia.
Accanto a un luna park, cigolante e con un fascino tutto suo, sorge infatti il Museo d'arte del Karakalpakstan che ospita un'incredibile collezione che sarebbe probabilmente destinata alla distruzione se Igor Savitsky, al quale è intitolato il museo, non si fosse preso la briga di raccogliere e portare in questo luogo sperduto, lontano dal lungo braccio della censura sovietica.
Savitsky era un pittore di origini ucraine che durante la sua vita raccolse migliaia di opere dell'avanguardia russa, che altrimenti non avremmo mai potuto ammirare.


Altra vera e propria attrazione in città è lo spettrale Tashkent Hotel, un albergone di stampo sovietico che rappresenta, inconsapevolmente, una vera e propria avventura per chi si trova a passarvici la notte. Fatiscenza e disservizi lo hanno reso una sorta di mito negativo, che però ha il potere di attrarre i viaggiatori più avventurosi. Il problema è che il Tashkent Hotel è l'unico albergo in città, l'alternativa sono minuscoli Bed&Breakfast carini, puliti ed economici, ma è praticamente indispensabile prenotare qualche giorno prima. L'ideale è pianificare il viaggio subito dopo l'arrivo a Tashkent in un'agenzia locale, noi ci siamo rivolti alla Advantour e ci siamo trovati benissimo, per Nukus chiedete se è possibile alloggiare al Jipek Joli e prenoteranno per voi.

Vinales, oltre al mare c'è di più a Cuba













Se la vostra idea dei Caraibi e di Cuba in particolare è una spiaggia bianca, mare azzurro e relax assoluto, allora dimenticatevi Vinales. Puntate dritto su Varadero e i suoi alberghi di lusso, ma non potrete dire di aver conosciuto Cuba. Se invece al vostro viaggio chiedete di più, allora dopo qualche giorno di mare sarete pronti a un po' di avventura in questa splendida valle.

Dopo aver cercato una buona sistemazione in una casa particular, i tipici bed&breakfast cubani, la prima cosa da fare è organizzarsi per una delle tante attività a disposizione. Ad esempio questa valle è perfetta per gli amanti del trekking perché, oltre ai numerosi percorsi e sentieri, ciò che davvero lascia senza fiato è il panorama particolare e dal sapore preistorico che circonda le piantagioni di tabacco.
Noi, avendo poco tempo, abbiamo optato per una passeggiata a cavallo,anche se scettici perché ci aspettavamo il solito giretto per turisti. Niente di più sbagliato, quasi cinque ore di passeggiata su sentieri impervi fino a raggiungere uno splendido lago su un altopiano surreale. Non lasciatevi spaventare, i cavalli (o i muli) a disposizione sono adattissimi per chi non sa cavalcare e quindi non occorre avere doti equestri di nessun tipo. Non dimenticatevi pantaloni lunghi e scarpe chiuse, indispensabili, per il resto sarà sufficiente fidarsi del cavallo e della guida che vi accompagnerà.

Riscendendo ci siamo fermati da un campesino, in una coltivazione di tabacco raggiungibile solo a cavallo.
All'ombra di una veranda a terrazza sulla vallata abbiamo bevuto mojito con miele e osservato il campesino mentre davanti ai nostri occhi fabbricava un sigaro e ci spiegava la coltura, ma anche la cultura, del tabacco nell'isola.
Saremmo rimasti per ore e siamo ripartiti dopo aver comprato un po' di sigari, che ci sono stati venduti senza insistenza e a un prezzo più che conveniente.

La valle di Vinales, inoltre, è una zona carsica e ricca di grotte, è possibile visitarne alcune e per gli speleologi esperti sono a disposizione percorsi più difficili e avventurosi.
Un'altra attrazione famosissima della zona il Murales della Preistoria, tutt'altro che bello da vedersi vale comunque i 3 cuc dell'ingresso, se non altro per le sue mastodontiche dimensioni. Nonostante il nome quest'enorme disegno non è una pittura primitiva, ma rappresenta la storia della vita sulla terra dalle prime creature acquatiche all'uomo, passando dai dinosauri (rappresentati particolarmente male.

In ogni caso questa valle, raggiungibile facilmente con i bus Viazul, rappresenta un vero e proprio salto nel passato, oltre che una Cuba diversa da quella dei cataloghi e per molti viaggiatori risulterà anche più stimolante.