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Come potrebbero i berlinesi rimpiangere il Muro sarebbe incomprensibile, ma in effetti la Ostalgie non è niente di tutto ciò, non è certo un rimpianto per tutto ciò che era la DDR. Piuttosto è un po' di nostalgia nei confronti di oggetti e abitudini che se prima erano quotidiani ora sono quasi introvabili, pezzi da collezionismo o addirittura da museo. Del resto immaginiamo di svegliarci un giorno e trovare il nostro mondo stravolto, proprio come nell'intelligente commedia Goodbye Lenin.
In effetti pensare a un intero stile di vita, spazzato via in pochissimo tempo, ha il suo fascino e prodotti di scarsa qualità, arredamento di dubbio gusto e soprattutto le pessime Trabant, la mitica auto della DDR, non possono che diventare di culto sia per chi era cresciuto tra questi oggetti che per i turisti.
Il DDR museum ad esempio non deve essere visto come un covo di nostalgici, ma come un'occasione per rivivere lo strano mondo della Germania dell'Est. Si può fingere di guidare una Trabant o guardare la tv in un tipico appartamento dell'epoca, sbirciare negli armadietti degli studenti o ascoltare la musica. Non è solo divertente, ma è anche efficace. È strano vedere come i tedeschi vogliano ricordare con allegria un periodo tutto sommato particolarmente difficile, così come fanno sorridere le Trabant colorate che sono il simbolo più famoso di anni grigi.
E cosa dire dei negozi specializzati in Ostalgie? Tra i souvenir ci sono anche articoli originali e non è raro incontrare finte guardie disposte a timbrarci (con timbri originali) un visto personale per poter andare a Ovest.
Se poi si vuol vivere l'esperienza Ostalgie fino in fondo l'ideale è l'Ostel, ostello 100% in stile DDR che guarda caso è proprio davanti a quello che rimane del Muro. Ogni stanza ha arredi originali della Berlino Est, con qualche pezzo davvero eccezionale. Oltretutto è anche economico, sicuramente da provare.




